A proposito del Minotauro

La storia più o meno la conosciamo tutti.
Il Minotauro fu il frutto dell’amore tra Pasifae, regina di creta e moglie di Minosse, e un toro, che era stato un dono di Poseidone.
La creatura era mostruosa e potentissima, di nobili origini e come tale, una minaccia per il regno di Minosse, il quale decise di far costruire un labirinto dentro il quale nascondere e imprigionare il mostro.
A tale mostro, ogni nove anni, venivano sacrificati quattordici giovani sudditi ateniesi, sette fanciulli e sette fanciulle, fino al giorno in cui arrivò a Creta un giovane e coraggioso principe di nome Teseo, che voleva uccidere il Minotauro e liberare la sua città da questo pesante tributo.
Il giovane eroe riuscì nella sua impresa, grazie all’aiuto di Arianna e del suo famoso filo, con il quale Teseo riuscì a ritrovare la strada fuori dal labirinto dopo aver ucciso il mostro.

Ho sempre amato i miti. Le interpretazioni cambiano con il cambiare della propria storia personale, e in ogni momento della nostra vita possiamo ritrovare nel mito un significato nuovo che ci porta a crescere e ad ampliare la conoscenza di noi stessi.
In questo momento il labirinto per me rappresenta il viaggio, la ricerca di me stessa dentro me stessa. A compiere questo viaggio è l’Eroe, colui che cerca la Verità, quella parte di me che esprime l’energia maschile della ricerca, dell’esplorazione, della Volontà di raggiungere il proprio centro, dove risiede il sé autentico.
Per arrivarci sono guidata da Arianna, che rappresenta l’anima, la parte Divina di me stessa, che si manifesta attraverso intuizioni improvvise e luminose, attraverso un sentire leggero, come un fresco alito di brezza che arriva nel cuore.
Il sentiero sembra apparentemente intricato e confuso, attraverso le varie maschere della personalità, che sembrano celare un terribile e mostruoso segreto. A volte la paura di scoprire questo mostruoso segreto mi blocca, mi fa arretrare di qualche passo, oppure mi ritrovo rannicchiata contro i muri del labirinto, desiderando di essere altrove.
Ma non si può tornare indietro. Nel labirinto si può solo avanzare. Fino a raggiungere il centro.
Ed eccolo, il famigerato Minotauro, il mostro tanto odiato, che genera paura e orrore nelle menti di ciascuno di noi. Tutto ciò che non vorremmo mai guardare, tutto ciò che ci guardiamo bene dal mostrare. Cerchiamo di nasconderlo il più a lungo possibile, gli sacrifichiamo parti di noi, piuttosto di affrontarlo.
Eppure eccolo lì. Grazie all’aiuto della Volontà di Teseo e dell’Amore di Arianna lo guardiamo in faccia dritto negli occhi.

A questo punto del mito mi permetto di fare una modifica.
Cosa succede se scelgo di non uccidere il Minotauro, come fece Teseo nella leggenda?
Scelgo di prendere questa orrenda e feroce creatura e la porto fuori con me. Fuori dal labirinto.
Fuori dal labirinto c’è il sole che scalda e illumina, c’è Arianna che mi aspetta.
Forse Il Minotauro, alla luce del sole, non è poi così male. Magari non è così orribile come dicono. Non così feroce.
Magari non aspettava che di essere liberato, di essere guardato e portato alla luce. Magari era solo stanco di stare in un posto freddo e buio.
Allora, andiamo. Lo prendo per mano, lo accarezzo. Gli mostro l’uscita.

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