Senso di separazione o unità?

Quando si vive nel labirinto e si comincia a conoscere più intimamente il Minotauro si fanno delle scoperte affascinanti e sorprendenti.
Si scopre che il Minotauro non conosceva dell’esistenza del mondo là fuori. Pensava di essere unico e solitario in un mondo dove esistevano soltanto i suoi pensieri, le sue emozioni, il suo corpo.
E quelle sensazioni sgradevoli, come il sentirsi solo, mostruoso, freddo e distante da qualsiasi cosa di bello, caldo, vivo.
Ma appena fuori dal Labirinto il Minotauro comincia a scoprire che non è solo, non è l’unico.
Superata una prima fase di shock, causata dal vedere la sua immagine riflessa sullo specchio continuo, amorevolmente sorretto da tutte le anime che incrociano il suo cammino, la mostruosa e animalesca creatura comincia a percepire un senso di connessione, un misterioso e strano legame che lo lega a tutte le altre creature e cose che lo circondano.
Lentamente realizza che quel senso di separazione dal tutto che si portava dentro era fittizio, un piccolo trucco magico del Labirinto, che sembrava fatto di mura fredde e spesse, che per tanto tempo gli erano sembrate invalicabili.
Adesso, grazie ad un sorriso, ad una leggera carezza di Arianna, sente risvegliarsi dentro il suo petto una piccola fiamma che, quando non si lascia trascinare dall’orrore della sua immagine riflessa, riesce a scaldargli il cuore e a regalargli qualche istante di pace, libero dalla paura che per sempre è stata sua compagna nel Labirinto.
Arianna lo accompagna, gli fa conoscere un Mondo Nuovo. Con i suoi occhi amorevoli guarda il Minotauro e lui quando si specchia nei suoi occhi si sente bellissimo e perfetto, senza ombre, senza meschinità.


Sente dentro di lui un potere nuovo, una spinta verso quel mondo che tanto temeva, e che adesso gli sembra bellissimo e pieno di promesse.
Quando guarda Arianna sente il suo cuore che fa una capriola, un sobbalzo che lo lascia tutto confuso e felice. Quei pensieri tanto pesanti, quelle emozioni così cupe, sparite!
Persino il suo corpo mostruoso e goffo si sente leggero e una risata fresca gli affiora alla bocca, lasciando intravedere i suoi denti affilati, che soltanto poco tempo prima divoravano carni di giovani fanciulli.
Si vergognava dei suoi denti, delle sue fauci mostruose.
Adesso la vergogna è un ricordo vago e lontano. Adesso ci sono gli occhi di Arianna in cui specchiarsi.
Il Minotauro ha quasi timore, non si arrischia a dirlo troppo forte. Non si sente degno di tale fortuna. Eppure quegli occhi meravigliosi continuano a tornare proprio su di lui. Quella mano così aggraziata e calda gli sfiora la spalla.
Il Minotauro ha un brivido. No, non è il freddo a cui è abituato, che lo ha pervaso da sempre.
E’ qualcosa di nuovo, una corrente calda che gli sale dalla schiena e lo fa sentire vivo.
Per la prima volta.

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