Lo sforzo

Minotauro non se la passava per niente bene.
Per lui erano tempi difficili. Prima di conoscere Arianna tutto era più semplice.
Lui era beatamente inconsapevole della sua mostruosità e nulla lo turbava.
Ogni tanto si preoccupava di cosa avrebbe mangiato, ma bastava urlare un po’ e fare qualche verso raccapricciante dal fondo del labirinto, ed ecco subito arrivare carne fresca e giovane per lui. Il tutto senza sforzo. Doveva soltanto seguire la sua natura. Facile.
Ma adesso c’era lei!
Anche se non era sempre vicino, ormai la sua presenza aleggiava nel labirinto. Minotauro non era più libero come una volta, libero di seguire la sua natura animalesca e mostruosa. Soltanto il ricordo di lei, anche se lontana nel suo splendente palazzo di luce, lo rendeva diverso.
Era come se lei ci fosse sempre, come se i suoi dolci e amorevoli occhi fossero sempre posati su di lui. Era una presenza costante, anche se non fisica.
Lui non poteva più tornare ad essere quello di una volta, poiché dopo il loro incontro, un senso di “contegno” si era impossessato di Minotauro.
La regalità di Arianna pesava ormai anche sulla sua testa, e certi comportamenti così animaleschi e meschini si erano lentamente, ma costantemente trasmutati in qualcosa di più gentile, qualcosa di più leggero, come se un senso di “pudore” si fosse fatto strada nella personalità di Minotauro e dimorasse ormai costantemente con lui, anche quando era solo.
La pacchia era finita, come si suol dire.
Le orge di carne e sangue completamente rovinate.
Non riusciva più neanche a ritrovare quel sottile e strisciante piacere che provava una volta mentre affondava i suoi artigli e i suoi denti in quelle giovani e innocenti carni. Time out.
Questa era la sensazione.
A volte si ritrovava addirittura ad inveire contro di lei, mentre lei era lontana, per avergli rovinato l’esistenza, per avergli fatto assaporare un gusto nuovo e paradisiaco.
I suoi gusti cominciavano a cambiare. Ormai certe cose non gli davano più lo stesso godimento, eppure non aveva ancora pienamente posseduto Arianna, così come desiderava.
La sua natura animale lo portava a desiderare con passione, con avidità, quell’essere così distante da lui. Voleva dominarla completamente.
Allo stesso tempo il ricordo degli occhi di Arianna lo facevano rallentare, la sua foga nel fagocitare la preda sfumava sottilmente, e si ritrovava a desiderare la sua presenza, ma questa volta anche la qualità del desiderio gli appariva differente.
Era un desiderio che non originava dalla pancia, come di solito faceva nel tentativo di colmare un vuoto che non aveva fine.
Il desiderio di Arianna proveniva dal centro del suo peloso torace, che al pensiero di lei si scaldava e si riempiva da sè. Il desiderio di Arianna sgorgava dal suo cuore, che però, in una maniera a lui sconosciuta, generava quel desiderio da pieno, a colmare nessun vuoto.
Paradosso dei paradossi.
Un cuore pieno che sgorgava desiderio che riempiva ancora di più il cuore da cui proveniva.
Ecco questa era la magia di Arianna.
Per quella magia, per quel sapore nuovo, quella dolce ambrosia, che Minotauro aveva velocemente assaggiato, lui era disposto a fare qualsiasi sforzo.
Contro la sua natura.
Arianna doma Minotauro

Annunci

Baci sulla porta dorata

Arianna e Minotauro sono ormai una coppia.
L’unione si è consumata.
Lì, nel centro del Labirinto, nel punto più buio e freddo del Regno.
Arianna ha compiuto la sua missione. Si è fusa nella carne e nel sangue del Minotauro. Nulla potrà mai separarli.
La relazione, però, presenta delle difficoltà.
All’inizio e dall’esterno, queste difficoltà potrebbero sembrare insuperabili.
Ostacoli insormontabili, che potrebbero precludere la felicità di questa coppia, che soltanto nella loro unione trova soluzione.
Arianna e Minotauro hanno origini differenti, anzi, si potrebbe dire che le loro rispettive provenienze sono quanto di più lontano si possa immaginare.
Arrivano da i due poli opposti del Regno, di loro potremmo dire che sono agli antipodi.
Arianna è fatta di luce, pura, calda, abbagliante, impalpabile, profumata, inafferabile.
Minotauro è fatto di buio, carne, fetido, freddo, pesante.
L’unione poteva avvenire solo al centro del Labirinto.
Arianna, solo lei, poteva coscientemente scegliere di scendere così in basso, di spingersi così lontano dalla sua origine. Soltanto lei possedeva la forza e il coraggio di farlo.
Il Minotauro, lui no.
Lui non poteva, non conosceva quello che lo aspettava fuori dal Labirinto. Non era nella sua natura.
Lui si dibatteva nel Labirinto, i suoi pensieri correvano in tondo, in un circolo vizioso senza uscita.
Ma adesso non più. Adesso ha assaggiato una scintilla di luce, ha affondato le sue unghie in quella sostanza calda, morbida e profumata di cui è fatta Arianna.
Il suo profumo gli è rimasto attaccato ai peli delle narici, lo sente sotto le unghie, lontano, misto al sangue e al fango incrostato da sempre.
Ormai non può più farne a meno. La sua vita non può essere più la stessa dopo la loro unione, veloce, fugace.
Lui vuole di più. La desidera, la anela.
Ma Arianna non rimane con lui sempre.
All’inizio gli incontri avvengono di rado, veloci e fugaci, perchè Arianna non può permettersi di rimanere nel Labirinto stabilmente.
Non può, non ancora. E poi non è quello che vuole.
Lei desidera che Minotauro esca dal Labirinto e la raggiunga, almeno a metà strada.
Infatti Minotauro non può raggiungere Arianna nel suo Palazzo.
La luce lo ucciderebbe. Non è pronto, non può sopportare tutta quella luce.
Così Minotauro comincia a salire, poco per volta, un giorno dopo l’altro.
Piccoli passi, che si allontanano dal centro e vanno verso quella luce abbagliante.
Così facendo, avanzando lentamente nel tunnel dal Labirinto, Minotauro si abitua gradualmente a quella luce, a poco a poco, la fa accedere nel suo mondo, fatto di buio e freddo e puzza.
Il desiderio di Arianna lo spinge.
E così che si accordano. Lentamente, ma ogni giorno di più.
Arianna disposta a stare qualche istante immersa in quel luogo così pesante, freddo, putrido, Minotauro a salire ogni giorno di più verso quella soglia che si staglia luminosa all’uscita del Labirinto.
Su quella porta dorata si scambiano baci appassionati, abbracci infuocati, ma ogni giorno si separano, ciascuno tornando al posto da dove provengono.
Arianna porta con sé il ricordo della carne, dei peli, dell’odore di Minotauro. Il suo Amato.
Minotauro porta con sé il ricordo della luce, dei capelli, del profumo di Arianna. La sua Amata.
Bacio