Terra Promessa

Stamattina ho incontrato degli amici. Mentre parlavo con loro ho sentito dentro di me crescere una sensazione di disagio, un imbarazzo, un senso di vergogna, forse, mi sono detta, perchè in passato avrei voluto invitarli a casa mia per un pranzo o una cena, ma poi le circostanze mi hanno portato a cancellare l’incontro per 2 volte di seguito. Automaticamente avrei rinnovato l’invito a casa mia, ma non mi andava di dire il solito: “dai vediamoci presto” per non vederne poi la realizzazione.

Così alla fine del nostro incontro mi sono sentita dire: “Le promesse non valgono nulla”.

Uno di loro mi ha prontamente risposto: ” Hai detto che le promesse non valgono nulla, ma noi sappiamo aspettare”

Da questo stralcio di conversazione parte la mia divergenza.

E’ proprio vero che le promesse non valgono nulla?

Restando in tema di divergenza, quest’ estate ho letto la trilogia di Veronica Roth. Quando leggo i libri mi piace moltissimo leggere la parte che l’autore dedica ai ringraziamenti.

In particolare nel secondo libro “Insurgent” l’autrice apre con questa frase: “Grazie Dio, per aver mantenuto le tue promesse”.

E così mi sono ritrovata a chiedermi quali sono le promesse che ci siamo fatti in origine, quali sono quelle che non sono state mantenute, da dove nasce il senso di delusione, di sfiducia, di tradimento.

E se invece si potesse ritrovare in se stessi il senso di fiducia? Si potrebbe partire dall’idea che Dio mantiene sempre le sue promesse? Oppure no?

Vi saluto con una canzone che mi face letteralmente impazzire. Era il lontano 1984 e lui era il bellissimo Eros Ramazzotti.

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