Parto in casa vs parto in ospedale

Ieri sera ho partecipato ad un incontro organizzato dall’ Associazione Futura sul parto in casa.

Logo_futuraFutura è un’associazione di volontariato onlus nata nel 1994 dall’unione di un gruppo di donne del territorio di Parma che desideravano vivere l’esperienza del parto a casa.
Suo scopo principale è promuovere una nuova cultura della nascita, promuovere la cultura del parto attivo e la de-medicalizzazione del parto fisiologico, promuovere e tutelare l’allattamento al seno come alimentazione privilegiata per il lattante.

Io ho partecipato a questo incontro per portare la mia testimonianza, visto che 2 dei miei 3 bambini sono nati in casa. In particolare il secondogenito, Bruno e la terzogenita, Arianna.

Rocco, il primogenito, doveva nascere a casa, ma a causa di “complicazioni” durante il travaglio, alla fine è nato in ospedale. Quindi come donna e madre ho vissuto entrambe le esperienze.

Come forse sapete già, io sono una sostenitrice della visione 100%Responsabile. Cosa significa?

Significa che tutto ciò che mi accade nella vita è mia responsabilità al 100%. Io creo la mia realtà, istante dopo istante, e tutto quello che mi capita è per il mio Bene Supremo, né più né meno.

Ma la mia parte cosciente, non è pienamente responsabile, questo perché “io” non sono pienamente cosciente e quindi entrano in ballo tantissimi fattori non coscienti che rientrano sotto il cappello più grande chiamato “inconscio”.

Per farvi un esempio pratico, e in particolare per richiamare un evento della mia vita, io volevo coscientemente partorire in casa il mio primo figlio, ma fattori che a quell’epoca erano inconsci  hanno fatto si che io partorissi in ospedale.

Questo per dire che non è un evento esterno che influisce sul mio essere interiore, ma il contrario.

lady-gaga-born-this-wayE’ il mio essere interiore  che crea gli eventi esterni, come un proiettore che crea immagini su uno schermo bianco. La mia parte cosciente voleva il parto in casa, l’ha desiderato, l’ha scelto e programmato, poi però le mie paure inconsce si sono manifestate creando le circostanze per il trasferimento in ospedale. In effetti, riflettendoci a posteriori, la mia grande paura era proprio quella di finire in ospedale e così è stato. In ospedale poi, grazie alla mia capacità di rimanere presente sono riuscita a realizzare che io ero la sola ed unica responsabile di quella situazione. La realizzazione è stata istantanea, quasi fulminea, e così poco dopo ho partorito nella gioia più totale.

Gli altri due parti sono avvenuti a casa, niente più ombre da illuminare, niente più paura. Soltanto un viaggio nella dimensione 3P, si avete letto bene, non ho scritto 3D.

La dimensione 3P: 1.Pain 2.Passage 3.Power

Si comincia con il dolore, si passa attraverso, si arriva al Potere.

Il mio desiderio e il mio augurio per tutte le giovani donne che desiderano partorire e diventare madri, non è quello di scegliere il parto in casa. Il mio desiderio è che ciascuna donna possa, anche attraverso il dolore, trovare il Potere, innato, profondo che aspetta soltanto di essere sperimentato.

E in quello stato di Potere non si tratta più di scegliere tra casa o ospedale. In quello stato di Potere si è nel Tempio.

P.S. Se siete comunque interessate a reperire più informazioni sul parto a casa potete rivolgervi all’Associazione Futura e vi interesserà sapere che in Emilia Romagna, assieme a pochissime regioni in Italia (Piemonte, Marche e la provincia di Trento) è possibile partorire a casa senza sostenere alcuna spesa. A Parma, in particolare, esiste un nucleo ben nutrito di ostetriche dell’ASL che vi sosterrà in questo percorso.

 

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